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    Che cos'è il rischio fotobiologico?

    Con il termine “rischio fotobiologico” si fa riferimento alla possibilità che la luce arrechi danno all’occhio umano.
    La normativa Italiana ed Europea EN62471, obbliga il produttore ad eseguire dei test di laboratorio ed indicare sulla sorgente luminosa la classe di rischio.
    Il testo unico sulla sicurezza, D. Lgs 81/2008 riprende questi concetti e li applica ai luoghi di lavoro per la tutela dei lavoratori.
    La normativa regolamenta tutti gli apparecchi che emettono lunghezze d’onda comprese tra i 200 nm ed i 3000 nm.
    Nel caso di sorgenti LED, la radiazione da misurare va dai 400 nm circa ai 780 nm circa, ovvero lo spettro della “Luce Visibile”.



    Per la classificazione, le variabili da considerare sono tre: esposizione della pelle, esposizione della superficie esterna dell’occhio (cornea, congiuntiva e lenti) ed esposizione della retina.


    Gruppo di rischio 0
    La sorgente luminosa non comporta alcun rischio fotobiologico.


    Gruppo di rischio 1
    La sorgente luminosa non comporta alcun rischio nelle normali condizioni di impiego.


    Gruppo di rischio 2
    La sorgente luminosa non comporta alcun rischio in condizioni di riflesso naturale, di avversione alla luce o effetti termici.


    Gruppo di rischio 3
    La sorgente luminosa comporta un rischio anche per un’esposizione momentanea o breve. Non è permesso l’utilizzo per l’illuminazione.