I sensori di presenza accendono e spengono automaticamente l'illuminazione in base alla rilevazione di persone in un'area. Le due tecnologie dominanti sono PIR (Passive InfraRed) e microonde (HF, High Frequency). Si distinguono per principio fisico, sensibilità, portata, capacità di rilevare attraverso ostacoli e tasso di falsi positivi. La scelta corretta dipende dalla geometria dell'ambiente, dal tipo di occupazione e dal livello di automazione richiesto.
Sensori PIR: principio, pregi e limiti
Il sensore PIR è passivo: non emette nulla, ma rileva le variazioni di radiazione infrarossa (calore) prodotte dal movimento di un corpo nel suo campo visivo. È composto da un elemento piroelettrico e da una lente di Fresnel segmentata che divide l'area in zone di rilevamento. Quando un corpo caldo attraversa zone adiacenti, la variazione di segnale attiva il sensore.
Pregi:
Basso costo (5–25 € per sensore standard)
Consumo in stand-by molto contenuto (0,3–0,5 W)
Bassissimo tasso di falsi positivi se ben orientato
Disponibile in molte versioni: da incasso, parete, soffitto, esterno IP65
Lunga durata (10+ anni)
Limiti:
Non rileva attraverso vetro, pareti, mobili
Richiede linea di vista diretta
Persone immobili (seduto fermo, scrivania) non vengono rilevate
Funziona peggio in ambienti caldi (sopra 28 °C) dove il contrasto termico cala
Può dare falsi positivi vicino a fonti di calore (caloriferi, sfiati, finestre soleggiate)
Sensori a microonde: principio, pregi e limiti
Il sensore a microonde è attivo: emette onde elettromagnetiche tipicamente a 5,8 GHz o 24 GHz e analizza la frequenza dell'eco riflessa. Quando un corpo si muove nell'area, l'eco torna con frequenza leggermente alterata (effetto Doppler) e il sensore attiva l'uscita. La sensibilità è regolabile via trimmer o DIP-switch.
Pregi:
Altissima sensibilità: rileva movimenti minimi (mani che digitano, respirazione)
Funziona attraverso vetro, cartongesso sottile, plastica, legno leggero
Indipendente dalla temperatura ambiente
Rilevazione precisa anche in ambienti caldi o con persone sedute a lungo
Ottimo per controsoffitti e installazioni nascoste
Limiti:
Costo medio superiore (15–60 € per sensore)
Consumo in stand-by maggiore (0,8–1,5 W)
Falsi positivi se installato vicino a pareti sottili, ventilatori, tubi con acqua corrente, lampade dimmerabili a interferenza elettromagnetica
Richiede regolazione di sensibilità e raggio d'azione, altrimenti "vede" oltre i limiti dell'ambiente
Sconsigliato accanto a sorgenti EMI (router, motori, inverter)
Tabella comparativa PIR vs microonde
Criterio
PIR (infrarosso passivo)
Microonde (HF)
Principio fisico
Rileva calore in movimento
Effetto Doppler su onde radio
Tipo
Passivo
Attivo
Frequenza tipica
—
5,8 GHz o 24 GHz
Portata tipica
6–12 m
8–16 m
Angolo di rilevazione
90°–360° (con lente)
360° sferico
Rileva persone immobili
No
Sì (movimenti minimi)
Funziona attraverso ostacoli
No
Sì (vetro, cartongesso sottile)
Consumo in stand-by
0,3–0,5 W
0,8–1,5 W
Costo medio (€)
5–25
15–60
Falsi positivi
Bassi (se ben orientato)
Medio-alti (se non regolato)
Sensibilità a temperatura ambiente
Alta
Nessuna
Applicazioni ideali
Esterni, ingressi, magazzini, scale
Bagni, uffici, controsoffitti, corridoi
Applicazioni consigliate per ambiente
Ogni sensore è idoneo ad usi ed ambienti diversi, vediamo quali.
PIR consigliato per
Ingressi esterni di abitazioni, garage, cancelli
Scale condominiali e vani scala
Magazzini, archivi, ripostigli
Parcheggi esterni e piazzali
Cantine, taverne, locali tecnici
Illuminazione di sicurezza perimetrale
Microonde consigliato per
Bagni, docce, spogliatoi (persone spesso immobili o seminascoste)
Uffici con scrivanie e postazioni fisse
Corridoi lunghi e stretti
Sale riunioni e meeting room
Controsoffitti con plenum (sensore nascosto)
Aule scolastiche, biblioteche, sale studio
Aree retail dove i clienti si muovono lentamente
Sensori combinati PIR + microonde (dual-tech)
Per applicazioni professionali sempre più diffusi i sensori dual-tech, che richiedono il consenso simultaneo di entrambe le tecnologie per attivare l'uscita. Vantaggi: praticamente zero falsi positivi, sensibilità del microonde mantenuta, ma necessità di copertura termica del PIR per la conferma. Sono lo standard in: corridoi sanitari, edifici terziari di pregio, sistemi antintrusione integrati con illuminazione, smart building con protocolli DALI-2 o KNX.
Impatto sul risparmio energetico
Secondo studi di settore (Ledvance, Osram, Lighting Europe), l'integrazione di sensori di presenza in ambienti a occupazione discontinua porta risparmi tipici di:
Corridoi e scale: 50–70% sui consumi di illuminazione
Bagni e spogliatoi: 30–60%
Uffici open space: 20–40% (combinato con dimming daylight)
Magazzini: 40–80% (rispetto a illuminazione sempre accesa)
Il payback medio di un impianto sensorizzato Ledpoint, in ambienti terziari, si colloca tra 18 e 36 mesi a seconda della tariffa elettrica e delle ore di apertura.
Normative di riferimento
I sensori a microonde devono rispettare la EN 300 440 sulle emissioni radio short-range, la EN 62311 sui limiti di esposizione ai campi elettromagnetici e la EN 61347-2-11 sui dispositivi ausiliari per illuminazione. La UNI EN 15193 sulla prestazione energetica degli edifici (LENI – Lighting Energy Numeric Indicator) attribuisce un fattore di correzione favorevole agli impianti dotati di controllo di presenza, contribuendo alla classe energetica dell'edificio. Tutti i sensori Ledpoint sono certificati CE, RoHS e compatibili con sistemi DALI-2 / KNX dove previsto.
Case study Ledpoint
Per la riqualificazione illuminotecnica di un edificio direzionale (1.200 m² su tre piani, ca. 40 postazioni), Ledpoint ha sostituito l'illuminazione fluorescente sempre accesa con pannelli LED 40W UGR<19 dotati di sensori dual-tech PIR + microonde integrati e controllo DALI-2 con dimming daylight. Misurazione dei consumi pre/post intervento su 12 mesi:
Risparmio reale: −70% (sensori + LED + dimming combinati)
Payback dell'investimento: 26 mesi
Falsi spegnimenti rilevati nel primo trimestre: 0 (grazie al dual-tech vs i 14 del PIR-only del test pilota iniziale)
FAQ
Qual è la differenza tra sensore PIR e sensore a microonde?
Il sensore PIR (Passive InfraRed) rileva variazioni di calore emesso dai corpi in movimento ed è passivo. Il sensore a microonde emette onde elettromagnetiche ad alta frequenza e rileva il movimento tramite effetto Doppler, anche attraverso ostacoli sottili come vetro o cartongesso.
Quale sensore è più sensibile per piccoli movimenti?
Il sensore a microonde è nettamente più sensibile: rileva movimenti minimi come quelli di una persona seduta che digita o respira profondamente. Il PIR ha bisogno di uno spostamento più ampio del corpo o degli arti per attivarsi e può non rilevare persone immobili.
I sensori a microonde danno più falsi positivi?
Sì, possono attivarsi per movimenti dietro pareti sottili, vetrate o porte, e per fonti elettromagnetiche vicine. Per questo richiedono regolazione attenta di sensibilità e timer. Il PIR è più selettivo perché vede solo ciò che è nel cono ottico diretto.
Quale sensore consuma meno energia?
Il PIR ha consumi di stand-by tipicamente inferiori (0,3–0,5 W) rispetto al microonde (0,8–1,5 W) perché è passivo. La differenza è marginale sul totale dell'impianto, ma rilevante in installazioni con centinaia di sensori.
Quale scegliere per un bagno o uno spogliatoio?
Per bagni, docce, spogliatoi e ambienti con persone spesso immobili o seminascoste, il microonde è preferibile perché rileva piccoli movimenti e funziona attraverso pareti divisorie sottili. Il PIR rischia di spegnere la luce con utente fermo.
Posso usare un sensore PIR all'esterno?
Sì, esistono PIR con grado IP44–IP65 per esterni. Vanno orientati lontano da fonti di calore (sfiati, lampioni) e protetti da vento e foglie in movimento, che possono causare falsi rilevamenti. Per ingressi e perimetri il PIR resta lo standard più diffuso.
I sensori a microonde sono pericolosi per la salute?
No. Emettono potenze nell'ordine di 0,2–1 mW, migliaia di volte inferiori a uno smartphone o un router Wi-Fi, e ben sotto i limiti delle normative europee EN 300 440 ed EN 62311. Non ci sono rischi documentati per esposizione prolungata.
Sensori PIR vs microonde: una scelta funzionale.
La scelta tra PIR e microonde non è tra sensore "buono" e sensore "cattivo" ma tra due strumenti con punti di forza diversi.
Possiamo pertanto concludendo indicarvi la regola pratica Ledpoint:
Sensore PIR dove si entra e si esce (ingressi, scale, magazzini, esterni)
Sensore microonde dove si sta fermi (bagni, uffici, sale riunioni, corridoi a basso traffico)
Sensore dual-tech dove zero falsi positivi è essenziale (sanità, terziario di pregio, smart building).
Sempre abbinato a regolazione fine di sensibilità, timer e quando possibile dimming daylight per massimizzare il risparmio.
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